OSSIGENO – OZONOTERAPIA                                                                                          

L’ozonoterapia (Ozone therapy) è una terapia con ozono eossigeno (ozono medicale) che produce una serie di benefici in grado di contrastare una vasta gamma di patologie e da fungere come anti dolorifico (ernia del disco, acne, flebiti, fibromialgia, infezioni, emorroidi, artrosi, cellulite, ulcere, ustioni, osteoporosi, ecc).

Paziente di 80 anni con lesione traumatica tibia dx riportata inizio agosto, dopo aver utilizzato tutti i tipi di medicazione avanzate, applicazioni locali di antibiotici vari e antibioticoterapia sistemica per 12 giorni la lesione era spenta e non accennava a chiudersi come da immagine del 270917. In tale data abbiamo iniziato trattamento con Ossigeno Ozono e quelle seguenti sono le immagini fino a guarigione avvenuta il 131017.

Dott. Enrico Chieffo

Medico Chirurgo Specialista in Fisiatria , Osteopatia , Ozonoterapia

 

Trattare la lombalgia con Antibiotici? ozonoterapia

La “news” apparsa a maggio 2013 sul British Medical Journal, una delle più prestigiose riviste di medicina interna. L’articolo è la revisione di un giornalista di medicina freelance che ha raccolto i risultati di diversi studi apparsi recentemente in letteratura dove viene suggerito un possibile ruolo dei batteri nella lombalgia cronica. Sembra che fino al 60% dei pazienti con lombalgia cronica abbia un’infezione batterica.

In Inghilterra, all’University Hospital di Birmingham, il dottor Tom Elliott, docente di microbiologia all’ospedale di Birmingham, ha scoperto che la sciatica potrebbe essere causata da un batterio, lo stesso che genera l’acne, il Propionibacterium acnes. Riferisce il microbiologo:“E’ la prima volta che si parla di infezione a proposito del mal di schiena, ma ricordatevi quanti interventi chirurgici allo stomaco abbiamo fatto, prima di accorgerci che la causa dell’ulcera era un batterio, l’Helicobacter pylori, che si può sconfiggere con gli antibiotici”.
La nuova teoria “batterica” è stata formulata nel corso di analisi del sangue capaci di cogliere i segni anche di infezioni di basso livello, di solito non percepibili. “Ci siamo accorti che la maggior parte dei sofferenti di sciatica mostrava anche segni di infezioni batteriche profonde, quasi nascoste”, spiega Elliott. “Anche se nessuno di questi pazienti aveva mostrato evidenti segni di infezioni negli ultimi sei mesi”. E poi continua: “Fino ad oggi è sempre stato difficile diagnosticare l’infezione anche perché le colture di laboratorio hanno in genere una durata media di 48 o 72 ore, dopo di che sono distrutte. Invece il Propionibacterium acnes cresce lentamente, e impiega anche una settimana a svilupparsi”.

I Propionibacterium Acnes normalmente vivono nei follicoli dei capelli, nell’acne o sulle gengive e possono passare nel flusso sanguigno con la spazzolatura dei denti. Di solito non rappresentano una minaccia in quanto batteri saprofiti ma quando una persona ha un ernia del disco si avvia una genesi di vasi sanguigni freschi che arrivano nel nucleo polposo per riparare il tessuto. Questo dà ai batteri un percorso nel disco dove possono prosperare. Durante la loro crescita i batteri causano un’infiammazione intorno al disco e rilasciano acido propionico che può irritare i nervi e determinare quindi la lombo sciatalgia.
Ed ecco quindi un’ulteriore conferma sull’ efficacia terapeutica dell’Ossigeno Ozonoterapia potente battericida cioè in grado di uccidere i batteri.

 

La lombalgia cronica è legata ad infezione batterica?

Venerdi 10 Maggio 2013

Due studi recentemente pubblicati sulla rivista European Spine Journal suggeriscono che quasi 4 casi su 10 di lombalgia cronica potrebbero essere causati da batteri (1) e che una percentuale rilevante di pazienti afflitti da questa condizione dopo ernia del disco potrebbero trarre sollievo dall’assunzione di un antibiotico (2), previo attento consiglio medico e con tutte le cautele del caso.

La presenza di edema osseo nelle vertebre è stata documentata nel 6% della popolazione generale e del 35-40% delle persone affette da lombalgia. Queste variazioni sono fortemente associate a lombalgia. Alla base della formazione di edema osseo vi sono probabilmente una causa meccanica e una infettiva.

Alcuni studi condotti a livello del tessuto nucleare proveniente da dischi sottoposti ad erniazione hanno documentato la presenza di microorganismi anaerobi scarsamente virulenti, prevalentemente ceppi di Propionibacterium acnes, in una percentuale di pazienti compresa tra il 7 e il 53%. Al momento dell’erniazione si ipotizza che questi batteri anaerobi a scarsa virulenza possano entrare nel disco e così dare origine a un’infezione insidiosa. L’infiammazione locale nell’osso adiacente potrebbe essere un effetto secondario dovuto alla produzione di citochine e di acido propionico.

Il primo studio ha valutato la prevalenza di materiale infetto del nucleo sottoposto ad erniazione a livello delle ernie del disco lombare ed ha determinato se i pazienti con un disco infetto da batteri anaerobi siano maggiormente predisposti a sviluppare edema osseo (1).

A tal scopo sono stati presi in considerazione 61 pazienti adulti (aventi un’età media di 46,4 anni, per il 27% appartenenti al sesso femminile) che avevano ernia e trattati con ozonoterapia

lombare del disco documentata mediante imaging a risonanza magnetica (MRI), prossimi ad essere sottoposti a chirurgia. Tutti i pazienti reclutati nello studio erano immunocompetenti e nessuno di questi era stato trattato precedentemente con iniezione epidurale di steroidi o era mai stato sottoposto a chirurgia lombare.

Mediante il ricorso a procedure strettamente controllate di disinfezione e sterilizzazione, i ricercatori hanno raccolto 5 campioni di tessuto da ciascun paziente. In totale, le colture microbiologiche erano positive nel 46% dei pazienti, quelle anaerobiche lo erano nel 43% dei pazienti e ,di questi, il 7% era positivo ad infezione duale microbica, sostenuta da 1 coltura aerobica ed una anaerobica. La presenza del microorganismo anaerobio Propionibacterium acnes è stata documentata nel 40% della coorte totale di pazienti e nell’86% di quelli con positività microbiologica.

I risultati hanno mostrato che nei dischi con nucleo infettato da batteri anaerobi, l’80% di questi ha dato luogo ad edema osso nella vertebra adiacente all’erniazione del disco precedente. Per contro, nessuno dei pazienti con batteri aerobi e solo il 44% di quelle con colture negative ha sviluppato nuovi edemi ossei. Inoltre, è stato dimostrato che l’associazione tra la natura anaerobica della coltura e l’insorgenza di nuovi edemi ossei era altamente significativa (P= 0,0038), con un odd ratio di 5,6 (IC 95%= 1,51-21,95).

Nella discussione, gli autori hanno dato ampie rassicurazioni sul fatto che i batteri individuati non fossero il risultato di contaminazioni intraoperatorie accidentali, Inoltre, in merito all’osservazione di edemi ossei in alcuni pazienti in assenza di microorganismi nel tessuto sottoposto ad erniazione, hanno avanzato l’ipotesi che tale condizione potrebbe essere dovuta ad un effetto biochimico espressione di un edema secondario alle microfratture e all’infiammazione conseguente, o essere il risultato di un processo infiammatorio scateneto dal sostanze chimiche proinfiammatorie che penetrano attraverso le microfratture dal nucleo polposo.

Il secondo studio ha valutato l’efficacia di un trattamento antibiotico in pazienti con lombalgia da almeno 6 mesi e presenza di edema osseo (2).

A tal scopo è stato allestito un trial clinico randomizzato nel corso del quale 162 pazienti adulti con lombalgia documentata da almeno 6 mesi e presenza di edema osseo sono stati randomizzati al trattamento con amoxicillina /clavulanato (500 mg/125 mg) o a placebo tre volte al giorno per 100 giorni. I pazienti sono stati valutati all’ inizio dello studio, alla fine del trattamento e dopo un anno.

L’analisi dei risultati, condotta su 144 dei 162 pazienti iniziali, che avevano completato i 12 mesi di follow-up, ha documentato un vantaggio del trattamento antibiotico in termini di miglioramento delle misure di outcomes primari quali il punteggio specifico di malattia riportato al Roland Morris Disability Questionnaire, nonché il dolore lombare. Il trattamento antibiotico, inoltre, ha migliorato in modo statisticamente significativo anche le misure di outcomes secondari quali il dolore alla gamba, il numero di ore trascorse in un mese in presenza di dolore percepito e lo stato di salute globale percepito.

Lo studio ha documentato, inoltre, l’esistenza di un trend dose-risposta non statisticamente significativo, e un’incidenza di eventi avversi (AEs) maggiore nel gruppo in trattamento con antibiotici rispetto al gruppo placebo (65% vs 23%).

In conclusione, gli autori dello studio, lungi dal raccomandare un impiego indiscriminato degli antibiotici nei pazienti affetti da lombalgia, in ragione della prevalenza elevata di questa condizione, suggeriscono come il protocollo antibiotico testato possa essere appropriato nei pazienti con lombalgia cronica e presenza di edemi ossei.

A tal riguardo nell’editoriale di accompagnamento ai due lavori pubblicati (3), il commentatore, pur riconoscendo la valenza scientifica dei due studi, ne sottolinea i limiti per l’impossibilità per ragioni etiche di sottoporre a biopsia tutti questi pazienti, fatta forse eccezione per quelli sottoposti a chirurgia successiva ad ernia discale. “Sono necessari nuovi studi – continua – che chiariscano cosa succede esattamente nei pazienti con ernia del disco che sviluppano edema osseo e lombalgia e che non sono stati operati. Come possiamo dimostrare che in questa frazione di pazienti potrebbe esservi lo stesso numero di infezioni anaerobiche del materiale del nucleo?”

La ricerca continua! ozonoterapia

Batteri causa di lombalgia cronica, scopriamo quali sono Venerdi 23 Gennaio 2015
• Share Nel materiale del disco spinale delle persone sottoposte a chirurgia vertebrale sono presenti batteri. Questo dato deriva da una revisione sistematica della letteratura pubblicata sulla rivista BMC medicine nella quale gli autori affermano che c’è moderata evidenza di una relazione tra la presenza di batteri e la lombalgia sia con ernia del disco che con modifiche Modic di tipo 1 associate a ernia del disco. Nel lavoro sono state trovate anche evidenze di casualità e sono state identificati i batteri maggiormente presenti tra cui spicca Propionibacterium acnes.
La pubblicazione nel 2013 sulla rivista European Spine Journal di due studi che hanno mostrato il collegamento tra lombalgia cronica e infezione batterica (quasi 4 casi su 10) ha suscitato tanto interesse ma anche polemiche. Questi studi dichiaravano anche che una percentuale rilevante di pazienti afflitti da lombalgia cronica, dopo ernia del disco associata a edema osseo (tipo Modic 1) visualizzato attraverso risonanza magnetica (MRI), potrebbero trarre sollievo dall’assunzione di un antibiotico. Gli studi del 2013 sono stati a suo tempo dettagliatamente descritti in un altro articolo di Pharmastar (https://www.pharmastar.it/index.html?cat=search&id=11221) Edema osseo nelle vertebre è presente nel 6% della popolazione generale e nel 3540% delle persone affette da lombalgia. Queste variazioni sono fortemente associate a lombalgia. Alla base della formazione di edema osseo vi sono probabilmente una causa meccanica e una infettiva.

L’analisi del tessuto nucleare proveniente da dischi sottoposti ad erniazione hanno evidenziato la presenza di microorganismi anaerobi scarsamente virulenti, prevalentemente ceppi di Propionibacterium acnes, in una percentuale di pazienti compresa tra il 7 e il 53%. Al momento dell’erniazione si ipotizza che questi batteri anaerobi possano entrare nel disco e così dare origine a un’infezione insidiosa. L’infiammazione locale nell’osso adiacente potrebbe essere un effetto secondario dovuto alla produzione di citochine e di acido propionico.

Ci sono pero’ diverse domande che rimangono senza risposta; esistono altri studi che hanno studiato la presenza di batteri nelle persone con mal di schiena.
Quali batteri sono stati identificati, quali erano le caratteristiche cliniche, quali prove ci sono che i batteri sono associati alla lombalgia, ed esistono dei marcatori per quest’infezione batterica? Questa revisione sistematica della letteratura ha cercato di risolvere questi problemi esaminando le prove della presenza di batteri in strutture spinali dei pazienti sottoposti a chirurgia spinale lombare e indagando la relazione tra infezione batterica e il cambiamento Modic (classificazione delle alterazioni strutturali di tipo degenerativo –Modic tipo 1=iniziale).

Questo lavoro ha il potenziale per fornire una maggiore comprensione delle evidenze alla base dell’approccio di trattamento, potenzialmente efficace e sicuro, per le persone con lombalgia cronica e ernia del disco per cercare di ridurre significativamente la sofferenza individuale e l’onere sociale associato a questo condizione. Gli autori hanno, quindi, condotto ricerche elettroniche su MEDLINE ed EMBASE e gli studi inclusi avevano esaminato il rapporto tra i batteri e il mal di schiena o cambiamento Modic. Gli studi sono stati considerati in base alla loro qualità metodologica; una sintesi migliore dell’evidenza è stato utilizzata per riepilogare i risultati, e i criteri di Bradford Hill sono stati usati per valutare le prove per causalità. Questi criteri sono comunemente usati per determinare se vi è un’adeguata evidenza di una relazione causale tra un’incidenza e una conseguenza.

Sono stati identificati undici studi. Tra tutti gli studi, l’età media dei partecipanti era di 74 anni. La mediana (range) di età e la percentuale di partecipanti femminili era di 44,7 (41-46,4) anni e 41,5% (27-59%), rispettivamente, e in 7 degli 11 studi i partecipanti sono stati diagnosticati con ernia del disco. In cinque dei 11 studi, i partecipanti sono stati reclutati con diagnosi di sola ernia del disco, e i restanti sei studi hanno reclutamento partecipanti con radicolite discogenica, radiculopatia ed ernia del disco degenerazione del disco, ernia del disco e modifiche Modic o solo modifiche Modic. Tre studi hanno riportato l’uso di un gruppo di controllo.

Nove studi hanno esaminato la presenza di batteri nel materiale del disco spinale; di questi, la mediana (minimo, massimo) percentuale di coltura di campioni positivi è risultata essere del 22,0%.
Otto di questi nove studi hanno identificati più di un batterio; solo uno studio ha segnalato la sola presenza di stafilococchi coagulasi negativi. Negli altri studi sono stati identificati una varietà di batteri, Propionibacterium acnes era il più diffuso, essendo presente in sette dei nove studi. La mediana (minimo, massimo) del 45% (0, 86.0) di campioni erano positivi per P. acnes, seguita da stafilococchi coagulasi negativi, che erano presenti nel 14% (0, 100) dei casi.

Lo studio di Wedderkopp et al., che ha studiato la presenza di batteri nel corpo vertebrale, ha riportato che era positivo l’8,3% delle culture, con la presenza, nel 50% delle culture, di staphylococcus epidermis e stafilococchi coagulasi negativi. In tutti gli studi esaminati dalla revisione c’è una varietà di metodi utilizzati per identificare i batteri e minimizzare la contaminazione. Solo tre studi hanno effettuato analisi genetiche per determinare la specie di P. acnes identificata. Solo quattro dei 11 studi hanno esaminato cambiamenti Modic. Nel complesso è stata segnalata una significativa associazione tra batteri anaerobici e cambiamenti tipo Modic 1 (5,60; 95% CI, 1.51-21.95; P = 0,004). Inoltre, ci sono prove modeste per un rapporto di causa-effetto, con uno dei principali criteri (reversibilità) essendo presente tra batteri poco virulenti e lombalgia cronica.

Per quanto riguarda il P. acnes, questo batterio è parte della normale flora batterica umana ed è anche stato dimostrato che stimola risposte protettive contro vari tipi di cancro; vi è una crescente evidenza a suggerire che può avere un ruolo patologico nel corpo umano, compreso essere causa di infezioni in strutture feriti e dispositivi medici a permanenza. Si ritiene che il predominio di P. acnes, che è un batterio anaerobico, può riflettere l’ambiente insolito nel disco dove, la mancanza di vascolarizzazione con una tensione molto bassa di ossigeno e un basso pH, offre condizioni ideali per la crescita di batteri anaerobici poco virulenti. In conclusione, questa revisione sistematica ha trovato una moderata evidenza per indicare che batteri poco virulenti hanno un ruolo nella lombalgia con ernia del disco e una moderata evidenza di una relazione tra batteri e modifica Modic Tipo 1 associata a ernia del disco.

Ci sono anche modeste prove per indicare la causalità, ma è necessario un
ulteriore lavoro per determinare se questi organismi poco virulenti sono il risultato di una contaminazione o rappresentano l’infezione di basso grado della colonna lombare che contribuisce alla lombalgia cronica associata con cambiamenti Modic tipo 1 nelle persone con ernia del disco.

Emilia Vaccaro

1. Albert HB et al. Does nuclear tissue infected with bacteria following disc herniations lead to Modic changes in the adjacent vertebrae? European Spine Journal. April 2013, Volume 22, Issue 4, pp 690-696 Leggi 2. Albert HB et al. Antibiotic treatment in patients with chronic low back pain and vertebral bone edema (Modic type 1 changes): a double-blind randomized clinical controlled trial of efficacy. European Spine Journal April 2013, Volume 22, Issue 4, pp 697-707 Leggi 3. Aebi M. Is low back pain after disc herniation with Modic Type 1 changes a low-grade infection? European Spine Journal. April 2013, Volume 22, Issue 4, pp 689 Leggi – ozonoterapia

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